Scheda Libro
Historia plantarum
Autore
Note Tipografiche: Modena, Franco Cosimo Panini Editore, 2001
Tipologia Botanica
Lingua Latino
Descrizione Fisica [3], CCXCVIII c., ill. a colori, 43 cm.
Note Stampa in offset su carte pregiate dell'originale: Roma, Biblioteca Casanatense, ms. 459 "Tacuinum Sanitatis" : Ambito lombardo, seconda metà del XIV secolo.
Recensione
L’Historia Plantarum, manoscritto conservato nella Biblioteca Casanatense, codice numero 459, è una vera e propria enciclopedia scientifica che ci presenta il sunto delle conoscenze della farmacologia lombarda trecentesca unito a notizie provenienti dalla Scuola Salernitana e dalle medicine araba ed ebraica. Il destinatario di questo manoscritto, per la preziosità nelle decorazioni e nelle miniature, doveva essere indubbiamente una grande personalità come l’imperatore Venceslao di Lussemburgo, al quale è stato dedicato. La scrittura è gotica con l’inchiostro marrone: le iniziali dei capitoli sono miniate con raffinatezza in oro su fondo blu. Nelle prime pagine troviamo una grande miniatura raffigurante l’imperatore, i sei grandi Elettori, le tre virtù teologali e le quattro virtù cardinali, oltre agli stemmi degli ungheresi Corvino e dei Lussemburgo. In ordine alfabetico l’Historia Pantarum ci elenca piante, animali, utensili e minerali, spesso raffigurati nel testo o a piena pagina. Ed ancora, quasi su ogni carta, fregi fitomorfi, figure umane o semplici scene di vita quotidiana. I soggetti raffigurati, strettamente legati al mondo della caccia e della vita cortese, sono il frutto di una nuova osservazione del vero, che risente ancora della tradizione medioevale del disegno statico (derivante da modelli di epoche precedenti) ma talvolta presenta la novità dell’animazione propria dei Tacuina sanitatis . I disegni di oggetti, persone ed animali sono resi vivaci ed attraenti dalla freschezza dei colori. E’ doveroso ricordare il disegnatore di quest’opera: si tratta di Giovannino de Grassi, operante a Milano negli ultimi decenni del Trecento dove diresse i lavori della Fabbrica del Duomo in qualità di primo ingegnere. Ma considerato il numero dei disegni e la totale miniatura o colorazione, forse è opportuno attribuire il tutto anche alla sua bottega in quanto si tratta senz’altro di una realizzazione a molte mani. Per un approfondimento di quest’opera, è indispensabile il commento di Vera Segre Rutz, edito da Franco Cosimo Panini con il titolo: Historia plantarum, Erbe, oro e medicina nei codici medioevali dal quale abbiamo attinto molte informazioni.
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