Mortaio in bronzo del 1699
 

Descrizione: GRANDE MORTAIO IN BRONZO di forma svasata, con due manici a balaustra; presenza di un bordo interno importante. La parte superiore è decorata con una mezza foglia d’acanto posta al centro di ciascun lato. Sulla pancia, dentro due doppi filetti, si nota da un lato un cartiglio ovale contenente 2 angeli di profilo, sopra una foglia d’acanto, dentro due foglie di quercia verticali con sopra la data: ANNO 1699. Sull’altro lato, stessa disposizione, ma al centro il marchio del fonditore: OPUS/ GREGORI/ ZANBELLI.

Epoca: ITALIA, XVII secolo

Note: Il mortaio doveva originariamente essere munito di un coperchio di legno. La forma interna è ristretta in maniera che il pestello potesse inserirsi e star dritto. Questo prova che questo mortaio era specificatamente destinato alla polverizzazione delle droghe e non a triturare e a miscelare i semplici. Leggiamo su Lise (Giorgio): Antichi mortai di farmacia, Milano, 1975, p.13, che questo tipo di pestello è stato chiamato “arzagora”. Troviamo in Launert (Edmund): Der Morser, Callwey, Munchen, 1990, p.63 il particolare di un’incisione di Philippe Galle (1537-1612) presso “Laboratoire de l’Alchimiste” di Giovanni Stradano, Palazzo Vecchio, che ne mostra l’utilizzo esclusivamente verticale.


Altezza: 38 cm
Diametro superiore: 41,5 cm
Diametro inferiore: 23,5 cm

 

Aboca Museum