Mortaio in bronzo del '500
 

Descrizione: MORTAIO IN BRONZO di forma svasata, a due prese, una a forma di testa di drago, l'altra a testa di cane; presenta un bordo interno molto largo; la parte superiore, relativamente stretta, porta l'iscrizione: PER MARCO. POLLASTRO. ADDI. PRIMO. DAGUSTV. MCCCCX. IVLIV. II. AVE. La punteggiatura è costituita da un fiore a 6 petali. La parte centrale, adagiata su di un fregio a palmette, mostra 8 arcate separate da un piccolo gallo ripetuto 8 volte; da un lato un grande pastillage che rappresenta la Vergine seduta di fronte, le mani giunte e il Bambin Gesù sulle ginocchia, in un'arcata trilobata, sormontata da un motivo vegetale a cinque petali. Da una parte e dall'altra, un grande gallo che regge una spiga di grano; sull'altro lato lo stesso pastillage è incorniciato da una sigla non nota con le iniziali PMA.

Epoca: ITALIA, inizio del XVI secolo

Note: Il Pontificato di Giulio II (Della Rovere), il cui nome è ricordato nell'iscrizione, è durato dal 1503 al 1513. Il senso dell'iscrizione potrebbe essere: "per Marco Pollastro al momento dell'arrivo (avvento) di Giulio II, primo agosto 1510". Non possiamo far a meno di interrogarci sulla coincidenza fra il nome del destinatario di questo oggetto (Pollastro, pollo e nello stesso tempo familiarmente "sempliciotto") e la presenza ripetuta per 12 volte di gallinacei su questo mortaio, che costituisce uno dei più bei mortai conosciuti e il più importante della collezione Aboca. Il grande gallo assomiglia stilisticamente a quello rappresentato sulla "targa araldica", datata 1466, dell'antica collezione Castellani (1878), conservata al Museo Nazionale della Ceramica di Sèvres, a proposito della quale il nome Manfredi è stato evocato, ma anche quello della famiglia Galli o Del Gallo e dell'Ospedale San Gallo di Firenze; questa l'ipotesi evidentemente più affascinante. (cfr J. Giacomotti: Les majoliques des Musèes Nationaux, Paris, 1974, n°66)


Altezza: 28,5 cm
Diametro superiore: 36,7 cm
Diametro inferiore: 25,5 cm

 

Aboca Museum