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Il cacao nella farmacia

La pianta del Cacao era conosciuta dai Maya e dagli Aztechi, popoli dell’America centrale, che dai semi di essa ricavavano una bevanda dalle proprietà nutrienti e stimolanti chiamata tchocolatl e preparata con una sorta di frullino molto rumoroso (il termine, infatti, deriva dalle due parole azteche tchoco e latl, che significano suono ed acqua).

Per queste popolazioni i semi di Cacao erano addirittura la più importante moneta di scambio, tanto che la loro compravendita era regolata da norme precise. Si narra che quando gli Aztechi conquistarono i territori Maya utilizzarono i semi del Cacao come tributo d’imposta. Pare che Montezuma ne avesse i magazzini stracolmi quando arrivarono gli Spagnoli.

A scoprirne l’uso, sia come moneta che come bevanda, fu Cristoforo Colombo, durante il suo quarto viaggio. Tuttavia il grande navigatore non diede particolare importanza alla “cioccolata” e soltanto alcuni anni dopo Hernando Cortez ne importò l’uso alla corte spagnola. L’utilizzo del Cacao si diffuse rapidamente, passando di corte in corte e giunse in Italia alla metà del Seicento. Fu proprio l’italiano Antonio Carlotti a divulgare la ricetta della preparazione della cioccolata.

Nei primi del Settecento in Italia sorsero le prime cioccolaterie e alla fine del secolo venne prodotto il primo cioccolato industriale.
A metà del Settecento il botanico Linneo classificò la pianta del cacao nel genere Teobroma, che significa “cibo degli dei”.
Il Cacao è noto come uno stimolante del sistema nervoso centrale: favorisce la concentrazione e migliora il tono dell’umore.

 

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