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La via della seta

La Via della Seta era una via commerciale di terra che collegava il Mediterraneo alla Cina, attraverso le grandi montagne del Karakorum. Risalgono agli albori della storia le relazioni commerciali tra Europa ed Asia lungo questo percorso, lungo cui sorsero fiorenti città commerciali come Samarcanda, luogo di sosta dei mercanti dopo l’estenuante attraversamento dei valichi himalaiani.
Ai tempi di Marco Polo tale città era considerata la Roma d’Oriente: lì si vendevano stoffe, oggetti di giada, uova di struzzo ed anche spezie rare e preziose come il pepe, lo zenzero, la cannella, i chiodi di garofano e la canfora, giunti in Cina attraverso una via marittima che congiungeva le isole Molucche e le Filippine.
E’ importante sottolineare che questa via di transito permise non solo lo scambio commerciale ma anche quello culturale, tanto è vero che i primi testi classici in materia sanitaria arrivarono in Europa tramite le flotte delle Repubbliche Marinare.
Le spezie riempivano i magazzini delle città portuali del Mar Nero per poi intraprendere l’ultima parte del tragitto sulle navi delle Repubbliche Marinare (Amalfi, Pisa, Genova e, soprattutto, Venezia).
Gli scambi commerciali erano affidati all’intraprendenza dei mercanti, uniti in corporazioni chiamate Scholae Negoziatores, disposti ad affrontare notevoli rischi pur di trarre grossi vantaggi economici legati al commercio delle spezie d’Oriente.
Le Repubbliche Marinare acquisirono in quel periodo grande benessere economico e potere politico, fondarono nuovi scali marittimi e crearono banche.
Con l’apertura di altre vie marittime la via della Seta perse di importanza, anche se non venne mai abbandonata.

 

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