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Le erbe medicinali e la tradizione popolare

Una antica leggenda narra che Esculapio, mitologico dio della medicina, avesse imparato l’arte del curare dopo aver visto che una pecora, ormai ridotta in fin di vita, si sforzò di mangiare un' erba selvatica, e dopo averlo fatto riprese forza e vigore.

L’uomo ha iniziato a curare i propri malanni servendosi delle erbe spontanee probabilmente osservando gli animali che lo facevano istintivamente proprio come la pecora di Esculapio.
L’uso dei rimedi naturali vegetali è poi proseguito per millenni fino a trasformarsi in scienza delle erbe medicinali o fitoterapia.
Attualmente l’uomo ricorre ancora alle erbe nonostante lo sviluppo della chimica e della scienza farmaceutica sembrano aver soppiantato questa antica arte.

Il ricorso a farmaci di facile assunzione e rapida efficacia ha solo apparentemente fatto cadere in disuso i cosidetti “rimedi della nonna” lenti ma efficaci, il patrimonio di conoscenze in materia di piante medicinali è rimasto sempre vivo nella tradizione popolare, tramandato oralmente di generazione in generazione.Le erbe medicinali coltivate nel Medioevo, ad esempio la salvia, il rosmarino, la cicoria, la malva etc…, malgrado tutti i mutamenti storici e tecnologici, vengono utilizzate ancora oggi.

Attualmente l’uso tradizionale delle erbe è relegato alla memoria dei più vecchi, depositari di un antica sapienza che va pian piano estinguendosi. Tuttavia è pur vero che la maggior parte delle loro conoscenze sono state trascritte e codificate.
D’altronde ogni singolo territorio detiene uno specifico patrimonio di conoscenze relativo alle piante reperibili nella propria zona, sul loro impiego e sulle modalità di raccolta.
I procedimenti secondo i quali le piante venivano trasformate per poi essere utilizzate nella preparazione dei rimedi medicinali erano e restano fondamentali per l’efficacia degli stessi.
Le stesse tecniche di preparazione e di applicazione delle tisane, dei decotti e delle pomate, erano molto semplici ma efficaci e sono in sostanza le stesse che si utilizzano ancora oggi.

La medicina popolare sopravvive all’avvento della medicina ufficiale affermatasi a partire dall’inizio del 1200 (quando nacquero le prime Università), infatti i ceti più bassi, legati all’economia agricola continuarono a praticare l’autoterapia attraverso l’uso delle erbe officinali o grazie all’intermediazione di guaritori.

Nella medicina popolare la componente magica operava l’allontanamento delle forze maligne, considerate come le cause della malattie, mentre alle proprietà delle piante era affidato il compito di curare i sintomi. In certi casi anche la medicina ufficiale ricorreva ai rimedi erboristici popolari prima e dopo l’avvento della chimica.

 

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