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La carta tra storia e produzione

La carta fu prodotta per la prima volta in Cina nel 105 d.c. e gradualmente sostituì precedenti materiali su cui si scriveva, come il legno, il papiro e la pergamena.

L’utilizzo di questo nuovo e prezioso manufatto si espandeva verso Occidente, passando per la Persia e l’Egitto, fino alla diffusione in tutta Europa nel X secolo.

Per la grande richiesta di carta, nel XII secolo sorsero in Italia numerose cartiere, in particolare nella zona di Fabriano e di Amalfi.

Nel 1453 il tedesco Johann Gutenberg inventò la stampa tipografica, tracciando un passaggio fondamentale per la rivoluzione della comunicazione. I libri, finalmente prodotti in gran numero di copie, rifornivano non solo le biblioteche dei monasteri e delle case reali, ma venivano acquistati anche dalle scuole e dai singoli studiosi che ne avevano le possibilità economiche.

La prima tecnica di fabbricazione della carta europea richiedeva la macerazione di lino, canapa e stracci. Questi derivati vegetali, ridotti in pasta, erano posti in vasche; in queste venivano immerse delle forme rettangolari di legno, ricoperte da un telaio di fili metallici disposti in senso orizzontale (vergelle) e verticale (filoni). Queste forme, nelle quali si depositava uno strato uniforme di pasta, venivano poi svuotate e gli strati di pasta messi ad asciugare. Infine i fogli ottenuti da questo processo erano sottoposti alla collatura, ovvero l’ immersione in un bagno di colla allo scopo di rendere la carta meno permeabile agli inchiostri.

La filigrana veniva ricavata da un disegno di fili metallici che, applicato al telaio, impediva il depositarsi della pasta in certi punti e creava sul foglio una marca visibile in trasparenza. E’ indispensabile per contraddistinguere il periodo, il luogo e la cartiera.

Fino al 1750 il metodo di fabbricazione della carta resta invariato e dopo questa data, la carta veniva prodotta sia con la cellulosa delle cortecce sia con gli stracci colorati sbiancati chimicamente con l’aggiunta di cloro. Il prodotto era più scadente, facilmente ingiallibile e meno resistente.
Dalla fine del ‘700 tutto il processo di produzione della carta diventerà totalmente meccanico ed il procedimento sarà chimico-industriale.

 

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