Aboca Museum

Erbe e salute nei secoli


Attraverso il percorso Erbe e Salute nei Secoli, il museo riscopre e diffonde il millenario rapporto tra l’uomo e le piante medicinali.

Un affascinante viaggio nel tempo tra preziosi reperti storici e antichi laboratori di lavorazione.


Le erbe medicinali ed il loro uso

Nel corso della sua storia millenaria l'uomo ha sempre fatto ricorso alle piante medicinali per curarele proprie malattie.

Allo scopo di mostrare come dalla coltivazione della pianta si arrivi al preparato erboristico, si parte dalla conoscenza dei metodi di impiego delle erbe medicinali nell'antica tradizione popolare, per poi arrivare alla analisi dei diversi processi di trasformazione ai quali attualmente sono sottoposte le erbe prima di diventare dei veri e propri preparati medicinali.

Questo itinerario mira ad evidenziare i diversi mutamenti storici, culturali e tecnologici che hanno caratterizzato la conoscenza e l'impiego delle piante medicinali.

I processi di trasformazione del prodotto erboristico

processi di trasformazione delle piante medicinali in prodotti erboristici, nonostante siano passati secoli di storia, sono spesso rimasti invariati nel tempo.

La scienza e la tecnologia, però, hanno contribuito notevolmente a migliorare la qualità di tali prodotti.

Un tempo le piante si raccoglievano tutte allo stato spontaneo. Oggi la maggior parte vengono coltivate e le fasi di essiccazione, selezione e conservazione si avvalgono di processi tecnologici avanzati, in grado di assicurare la qualità e l'efficacia del prodotto.

Le piante vengono sempre raccolte in un periodo dell'anno denominato tempo balsamico.

Dopo la raccolta, si seleziona la parte della pianta più aromatica o più ricca di principi attivi (foglia, frutto, seme, corteccia, ecc., talora la stessa pianta intera), ossia le sostanze responsabili dell'effetto salutare sull'organismo.
Il prodotto selezionato può essere usato fresco o, come capita più spesso, essiccato.

Il processo di essiccazione è necessario per evitare la fermentazione delle parti raccolte e per conservarle, soprattutto quando esse vengono trasportate a grandi distanze o vengono usate nella stagione in cui le piante sono a riposo.
Succedeva, ad esempio, per le spezie come pepe, cannella, canfora, caffè che solo allo stato secco potevano viaggiare per mesi nelle stive delle navi senza deteriorarsi.
Proprio dalla pratica di essiccare le merci deriva il termine droga, che in olandese ha il significato di secco. Ancora oggi, infatti, i termini drogheria e droghiere indicano il locale di vendita e il commerciante di spezie.

Le droghe, pertanto, nel significato originario del termine, indicano le parti della pianta che hanno subito il processo di essiccamento, ad esempio la corteccia della cannella o il frutto del pepe, ed in cui sono accumulate e concentrati i principi attivi.
L'essicazione delle piante può essere fatta naturalmente all'aria, meglio al chiuso in ambienti asciutti e arieggiati al riparo dalla luce diretta o, più modernamente, in forni ad alta tecnologia.
Una volta essiccate, le droghe possono essere usate tal quali, ad esempio quelle che si usano in cucina, o adoperate per realizzare le preparazioni erboristiche

Aboca, azienda leader nel settore dell'erboristeria a livello mondiale, effettua, per mezzo di tecnologie avanzate, i seguenti processi di trasformazione delle piante medicinali in rimedi salutari.

Punto di partenza di tutta la produzione sono le coltivazioni di erbe officinali che vengono praticate per diverse centinaia di ettari con metodi di agricoltura biologica, sulla base dei ritmi naturali per quanto riguarda la crescita dello piante e sulla scorta dei regolamenti europei per quanto concerne la normativa in materia.
La raccoltaè meccanizzata ed avviene con l'aiuto di macchine predisposte allo scopo.
Il raccolto è poi sottoposto a battitura, operazione meccanica che permette di separare le varie parti della pianta.
L'essiccazione si realizza in forni per mezzo di un flusso d'aria disidratata, ad una temperatura variabile dai 32 ai 40 °C. La durata del processo dipende dalla consistenza della parte da essiccare, ad esempio è più lunga per le radici, più breve per i fiori.
Il taglio consiste nel ridurre il prodotto essiccato alla giusta calibratura (taglio tisana, polvere, ecc.) in funzione dell'uso diretto o della miscelazione. Questa operazione permette di realizzare miscele di più droghe, puntando sulla sinergia delle loro proprietà terapeutiche.
Il confezionamento delle singole droghe o delle miscele avviene esclusivamente sottovuoto in modo da garantire la stabilità del prodotto per lunghi periodi, per assenza di agenti ossidanti e inquinanti.

Una parte del prodotto è avviato all'estrazione del complesso dei principi attivi (fitocomplesso) per mezzo di soluzioni idroalcooliche e rispettando adeguate proporzioni tra quantità di droga e solvente. I prodotti che si ottengono sono in forma liquida e si chiamano estratti idroalcoolici.
Gli estratti secchi vegetali, invece, vengono ottenuti con la liofilizzazione, processo applicato per la prima volta da Aboca nel settore della lavorazione delle piante medicinali. Il metodo consiste nella disidratazione dell'estratto liquido senza impiego di calore, ma attraverso un rapido congelamento del prodotto e successiva eliminazione della componente liquida per passaggio diretto di questa dallo stato congelato a quello di vapore. Il procedimento permette di ottenere preparati ad elevata concentrazione di principi attivi, privi di eccipienti e molto solubili.
Durante tutte le fasi del processo di trasformazione, le materie prime, i semilavorati e i prodotti finiti sono rigidamente sottoposti al Controllo di Qualità che determina la qualità e la quantità dei principi attivi, la purezza dei prodotti, ovvero l'assenza da sostanze inquinanti, ad esempio metalli pesanti, sostanze radioattive, e cariche batteriche. 

Le erbe medicinali e la tradizione popolare

Una antica leggenda narra che Esculapio, mitologico dio della medicina, avesse imparato l'arte del curare dopo aver visto che una pecora, ormai ridotta in fin di vita, si sforzò di mangiare un' erba selvatica, e dopo averlo fatto riprese forza e vigore.

L'uomo ha iniziato a curare i propri malanni servendosi delle erbe spontanee probabilmente osservando gli animali che lo facevano istintivamente proprio come la pecora di Esculapio.
L'uso dei rimedi naturali vegetali è poi proseguito per millenni fino a trasformarsi in scienza delle erbe medicinali o fitoterapia.
Attualmente l'uomo ricorre ancora alle erbe nonostante lo sviluppo della chimica e della scienza farmaceutica sembrano aver soppiantato questa antica arte.

Il ricorso a farmaci di facile assunzione e rapida efficacia ha solo apparentemente fatto cadere in disuso i cosidetti "rimedi della nonna" lenti ma efficaci, il patrimonio di conoscenze in materia di piante medicinali è rimasto sempre vivo nella tradizione popolare, tramandato oralmente di generazione in generazione.Le erbe medicinali coltivate nel Medioevo, ad esempio la salvia, il rosmarino, la cicoria, la malva etc…, malgrado tutti i mutamenti storici e tecnologici, vengono utilizzate ancora oggi.

Attualmente l'uso tradizionale delle erbe è relegato alla memoria dei più vecchi, depositari di un antica sapienza che va pian piano estinguendosi. Tuttavia è pur vero che la maggior parte delle loro conoscenze sono state trascritte e codificate.
D'altronde ogni singolo territorio detiene uno specifico patrimonio di conoscenze relativo alle piante reperibili nella propria zona, sul loro impiego e sulle modalità di raccolta.
I procedimenti secondo i quali le piante venivano trasformate per poi essere utilizzate nella preparazione dei rimedi medicinali erano e restano fondamentali per l'efficacia degli stessi.
Le stesse tecniche di preparazione e di applicazione delle tisane, dei decotti e delle pomate, erano molto semplici ma efficaci e sono in sostanza le stesse che si utilizzano ancora oggi.

La medicina popolare sopravvive all'avvento della medicina ufficiale affermatasi a partire dall'inizio del 1200 (quando nacquero le prime Università), infatti i ceti più bassi, legati all'economia agricola continuarono a praticare l'autoterapia attraverso l'uso delle erbe officinali o grazie all'intermediazione di guaritori.

Nella medicina popolare la componente magica operava l'allontanamento delle forze maligne, considerate come le cause della malattie, mentre alle proprietà delle piante era affidato il compito di curare i sintomi. In certi casi anche la medicina ufficiale ricorreva ai rimedi erboristici popolari prima e dopo l'avvento della chimica.

Le preghiere nelle erbe medicinali

Preghiere

Tabella del tempo balsamico

Per tempo balsamico di raccolta si intende il periodo in cui la pianta offre una maggiore quantità di principi attivi cioè le sostanze necessarie per l'utilizzo della pianta a scopo curativo.
Ogni specie vegetale ha un proprio tempo balsamico, durante il quale c'è una maggiore produzione e concentrazione di sostanze attive nelle varie parti della pianta.

Nell'antichità il momento di raccolta era basato sull'esperienza e la tradizione, trasmessa oralmente o codificata nei testi di botanica medica. Alla raccolta spesso erano associati rituali propiziatori verso l'attività della pianta, che prevedevano anche la recita di preghiere.

Infatti, poiché si attribuiva alla pianta un'anima chiamata psyke, si riteneva che questa potesse essere influenzata da elementi esterni come l'uomo, le stagioni o gli astri.

Le piante dell'inverno
Alloro - Arancio amaro - Cipresso - Frangola - Olmo

Le piante della primavera
Biancospino - Camomilla - Carciofo - Castagno - Ciliegio - Ginko - Manna - Ortica - Passiflora - Pesco - Pioppo - Prezzemolo - Prugno - Quercia - Rosa canina - Tarassaco - Valeriana

Le piante dell'estate
Achillea - Altea - Artemisia - Avena - Bardana - Boraggine - Calendula - Camepizio - Caprifoglio - Coriandolo - Cumino - Edera - Equiseto - Eufrasia - Eupatorio - Fieno greco - Finocchio - Grano - Grindelia - Iperico - Lavanda - Ligustro - Malva - Marrubio - Melissa - Menta - Millefoglio - Mirtillo - Ribes - Rosmarino - Ruta - Salvia - Tiglio - Timo

Le piante dell'autunno
Arnica - Cicoria - Ginepro - Liquirizia - Quercia - Valeriana - Zafferano