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DIDATTICA
I. LE ERBE MEDICINALI
ED IL LORO USO
II. ARTI APPLICATE AL MONDO
DELLE ERBE MEDICINALI:
L'ILLUSTRAZIONE BOTANICA,
LA CERAMICA E IL VETRO
III. LA VIA DELLE SPEZIE
IV. PERCORSO DELLA SCIENZA
COME PRENOTARE
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Gli erbari figurati e l'illustrazione botanica
FAI IL TUO ERBARIO
(Per le scuole)
PROTOTIPO SCHEDA
(Per le scuole)
L’
erbario figurato
rappresenta un documento fondamentale per la storia della
medicina
e della
botanica
poiché custodisce, per ogni periodo storico, l’intero patrimonio di conoscenze relativo alle
piante
analizzate sia dal punto di vista
scientifico
sia da quello
terapeutico
.
Dal 1200 al 1400, gli
erbari
servivano esclusivamente a fornire notizie sulle
proprietà curative
delle
piante medicinali
, che erano raffigurate in modo semplice ed approssimativo.
In seguito, con l’affermazione della
botanica
come scienza, l’attenzione è rivolta maggiormente alla classificazione ed al riconoscimento della pianta stessa: un grande aiuto viene dal perfezionamento tecnico dell’
illustrazione
e dall’introduzione del
colore
che ne aumenta il valore
scientifico-documentario
.
La nuova immagine nasce da una stretta collaborazione tra
artista e botanico
, il quale si rende conto che la sola
descrizione della pianta
non accompagnata dalla sua figura dava adito a scambi e confusioni ed è quindi necessario renderne visibili alcuni particolari.
I primi erbari a stampa risalgono ai decenni del'inizio del Cinquecento. Tra gli erbari più antichi presenti nella
Bibliotheca Antiqua Aboca
vi è l’
Herbarum vivae Icones
pubblicata nel 1530 del botanico tedesco Otto Brunfels, che fu il primo a rappresentare la pianta quanto più simile al naturale. La tecnica utilizzata era la
xilografia
.
Nel 1542, Leonhart Fuchs, inserisce nel suo erbario
De Historia stirpium
, delle pregiate
xilografie acquerellate
, che contribuiscono all’identificazione della pianta tramite il colore dei fiori e dei frutti. Pregevole anche l’opera del botanico italiano contemporaneo Pietro Andrea Mattioli, che inserisce nei suoi erbari molte xilografie originali a fianco del testo o a piena pagina.
Un passaggio di qualità e di tecnica è segnato da Basilius Besler, botanico e farmacista norimberghese che pubblica nel 1613 il florilegio
Hortus Eystettensis
, corredato da 367
incisioni calcografiche
.
Nelle incisioni del capolavoro del Besler, realizzate con la tecnica della
calcografia
, l’interesse artistico è pari a quello
scientifico-naturalistico
. Grazie a questa tecnica, in altri erbari la pianta sarà presentata scomposta nelle varie parti ad uso didattico.
La
litografia
introdotta alla fine del ‘700, è una tecnica che segna un ulteriore passo in avanti nell’aspetto artistico dell’
illustrazione botanica
e coincise con la pubblicazione di manuali universitari.
Daniel Wagner, botanico e chimico ungherese inserisce nel suo trattato “
Pharmaceutisch-medicinische Botanik
”, 250 litografie di raffinatissima fattura.
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