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DIDATTICA
I. LE ERBE MEDICINALI
ED IL LORO USO
II. ARTI APPLICATE AL MONDO
DELLE ERBE MEDICINALI:
L'ILLUSTRAZIONE BOTANICA,
LA CERAMICA E IL VETRO
III. LA VIA DELLE SPEZIE
IV. PERCORSO DELLA SCIENZA
COME PRENOTARE
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I pigmenti vegetali nell'illustrazione botanica
Le
piante coloranti
hanno sempre ricoperto un ruolo molto importante nella realizzazione delle
tecniche artistiche
, contribuendo al loro sviluppo ed al loro perfezionamento.
L’introduzione del colore aumenta il
valore artistico
delle
incisioni botaniche
, che vengono considerate non solo come illustrazioni ma come vere e proprie
opere d’arte
; inoltre il colore dei fiori aiuta nell’identificazione delle
piante medicinali
. I
pigmenti vegetali
si estraggono dalle piante mediante la macerazione o la macinazione: il loro principale requisito è di essere resistenti ma poco acidi, in modo da non danneggiare la
carta
.
I
pigmenti blu
si ricavavano dal guado (nome volgare della Isatis tintoria) pianta conosciuta fin dall’antichità anche per le sue
proprietà medicinali
e diffusa in tutta Europa. In Italia era coltivata soprattutto nelle Marche e nella zona di Aboca dove era usata anche per tingere le stoffe fiorentine.
Il blu del guado venne spesso sostituito dall’indaco estratto dall’Indicofera tintoria, pianta proveniente dall’India dalla quale si otteneva un pigmento molto più stabile e concentrato.
Tra i
pigmenti verdi
quelli più usati erano il verde dell’iris estratto dal succo dei fiori di Iris che, pur essendo blu,
pestati in un mortaio
rilasciavano una
sostanza colorante
verde brillante ed il verde scuro vescica, estratto dalle bacche di ramno.
I più adoperati fra i
pigmenti gialli
erano quelli estratti dalla curcuma o dallo zafferano. Entrambe queste spezie, di provenienza orientale, erano usate ampiamente anche in cucina.
Tra i
pigmenti rossi
più resistenti ricordiamo il legno rosso del Brasile (Caesalpina brasilensis) e la Robbia domestica.
Tra i
pigmenti neri
il più importante era il
nero di vite
: questo si preparava bruciando in appositi forni, i legni di vite o legni molto resinosi e raccogliendo poi la fuliggine dalla quale si otteneva il pigmento.
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