L'aconito come erba medicinale

L’aconito è conosciuto fin dall’antichità come una pianta mortale. Non per niente era legata a Cerbero, il cane a guardia degli Inferi. Per fortuna, la parte dove è concentrato il veleno è la radice, che difficilmente viene raccolta, ma spesso c’èra il pericolo di confonderla con un’altra specie.

Classici sintomi dell’avvelenamento sono torpore, gonfiore della lingua ed insensibilità.
Il medico Pietro Andrea Mattioli già nel 1554 scriveva che la pianta è in grado di uccidere i lupi. E che mangiata in piccole quantità, altera la coscienza; provoca anche tremori, vertigini e sonnolenza.

Malgrado la tossicità, l’aconito è indicato in terapia come analgesico, contro i reumatismi, i dolori articolari, l’epilessia e l’asma.