La canfora nella farmacia

La Canfora penetrò nel mondo Occidentale attraverso la Scuola Medica Salernitana, acquisita attraverso gli Arabi, che ne facevano uso per via dell’aroma molto intenso.
Un’aria di mistero accompagnava questo strano medicamento ignoto ai Greci e ai Romani, ma molto noto in Cina e già largamente impiegato soprattutto per le infezioni della pelle.
La canfora era considerata molto preziosa ed era venduta dai mercanti di spezie a peso d’oro; Marco Polo la descrive come sostanza ricavata dagli alberi ed usata come l’incenso durante i riti di preghiera.

Nonostante fosse rara, ogni spezieria medievale possedeva una modica quantità di canfora, peraltro citata anche nel Ricettario Fiorentino che raccomandava l’uso di quella bianca e solida.

La Canfora è una polvere bianca ottenuta dalla distillazione del legno di Cinnamomum canphora, un grande albero presente in tutta l’Asia orientale. Ebbe diversi impieghi terapeutici: essendo un efficace vasodilatatore, venne usata per curare le malattie cardiache e quelle delle vie respiratorie.

La proprietà disinfettante ne consente l’impiego, sotto forma di olio essenziale, nella cura delle infezioni della pelle. Era raccomandata in caso di peste per proteggere le vie respiratorie ed evitare il contagio.