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"Quando l'arte serviva a curare" - Arezzo
MOSTRA BOTANICA
”QUANDO L’ARTE SERVIVA A CURARE:
Gli erbari tra scienza ed arte”
Palazzo Comunale, Arezzo 3 febbraio – 1 aprile 2007
L’evento nasce nell’ambito dell’attività di comunicazione culturale di Aboca Museum – il Museo delle Erbe dell’azienda erboristica Aboca ed ha lo scopo di approfondire le problematiche legate all’evoluzione funzionale e didattica della comunicazione botanica tra Rinascimento ed Illuminismo, periodo che, dopo la scoperta della stampa, vide il nascere in Europa di un’innumerevole quantità di opere descrittive e figurative del regno vegetale.
Con lo svilupparsi delle grandi esplorazioni geografiche e sulla spinta di committenti sempre più colti ed esigenti in fatto di novità-rarità, il risultato fu un vero e proprio florilegio sia di erbari, vanto e decoro delle biblioteche, sia dei giardini medico-naturalistici, ornamento di ville e città. La botanica, studiata all’inizio per gli aspetti medici, si trovò pressata, poi, da quelli naturalistici ed estetici: dalla visione quattrocentesca, descrittiva e poco decorativa perché mirata all’esclusivo uso salutare, si passò ad apprezzare le piante per la bellezza delle forme e lo splendore dei fiori.
Nel periodo in questione, un vero e proprio Rinascimento Botanico, fu pubblicato un elevato numero di erbari figurati. Botanici di ogni nazionalità cercarono di rendere l’immagine sempre più rispondente al vero, ricorrendo all’aiuto di veri e propri artisti per quanto riguarda il disegno, l’incisione e l’acquarellatura delle tavole.
La mostra, con l’esposizione di rare opere, tra le quali spicca per importanza l’
Hortus eystettensis
di Basilius Besler, cercherà di mettere in evidenza proprio la dinamica del sapere naturalistico-scientifico, che è stata una tappa fondamentale per giungere alla scienza moderna. Mettendo in risalto anche il lato artistico, sarà un’occasione di confronto tra culture di epoche e di Paesi diversi. E’ rivolta al grande pubblico (ma anche agli addetti ai lavori) per la preziosità e la rarità del materiale esposto, comprendente incunaboli e documenti botanici antichi, collezioni botaniche pluriregionali.
Attraverso l’esposizione-presentazione di erbari del XVI-XVIII secolo, la mostra affronterà aspetti bibliologici, filologici, iconologici, tassonomici, ecc. ed avrà un particolare riferimento agli usi terapeutici delle piante. Vuole rappresentare, in definitiva, uno spaccato tra sapere medievale e scienza moderna, tra cultura classica e scienza sperimentale, tra rappresentazione arcaica e rinascimento artistico.