La stanza dei vetri

Sala dei vetri

Il percorso prosegue nella sala dei vetri. Il vetro, materiale facilmente modellabile al fuoco, si è ottimamente prestato per realizzare le dotazioni della farmacia, compresi i numerosi strumenti per il laboratorio. I più antichi contenitori in vetro conosciuti sono dei minuscoli vasetti da balsamo (Egitto, II millennio a. C.). Con la tecnica del vetro soffiato, dopo il II secolo a. C., iniziò la produzione di oggetti di forme diverse, a seconda dell’uso e del gusto degli artigiani.

I maestri vetrai usavano anche smaltare e decorare il vetro, in particolare nel XVII e XVIII secolo, con cartigli ricchi di simbologie alchemiche, motivi floreali, scene mitologiche, religiose o di altro genere. Nella sala sono esposte differenti tipologie di vetri che, a seconda del medicamento da conservare, variano nelle forme e nelle trasparenze: bocce, fiale, vasi, brocche, ma anche strumenti da laboratorio. Di particolare rilievo artistico sono i vetri del Settecento con cartigli e scritte apotecarie decorati a mano, mentre desta grande curiosità la serie completa delle piccole coppette da salasso.
Di particolare fascino sono i vetri di grande formato, tra i quali oggetti particolarissimi come i tiralatte e un raro mortaio in vetro verde. In questa sala i pannelli mettono in risalto la presenza costante del tema delle piante medicinali nella letteratura e nella filosofia di tutti i tempi e, soprattutto, negli studi di Leonardo da Vinci.

 

Flaconi da farmacia Flaconi da farmacia Fiaschi con vestimento a fondo legato Ampolla in vetro soffiato verdastro Coppette per salasso Grande bottiglia in vetro soffiato Fiasca piatta Bottiglia a collo lungo Storte Boccia Storta Mortaio Grande barattolo in vetro soffiato Bottiglia Albarelli in vetro Applicatori per cataplasmi Vasetti ad urna Bottiglie in vetro soffiato Tiralatte