Mito, mistero, armonia per le nuove scienze del vivente
Con lo spazio museale “De Divina Proportione: mito, mistero, armonia per le nuove scienze del vivente”, Aboca Museum propone un percorso di rilettura del rapporto tra l’umanità e il Creato, attraverso secoli di evoluzione culturale e scientifica, per offrire una risposta agli enormi e pressanti interrogativi che incombono sul futuro del Pianeta.
Il De Divina Proportione rappresenta un compendio della visione rinascimentale sul rapporto tra essere umano e natura.
L’opera di Luca Pacioli, con disegni di Leonardo da Vinci ispirati da Piero della Francesca e ben consapevoli del linguaggio visivo di Albrecht Dürer, costituisce un manifesto di armonia e proporzione, fondato su un profondo rispetto per il mistero e le forze del vivente.
L’opera incarna l’idea che la bellezza e l’ordine del Creato non siano solo fonte d’ispirazione artistica, ma anche chiavi per comprendere il posto che l’essere umano occupa nell’universo, promuovendo una relazione con la natura basata sull’equilibrio e sull’interconnessione.
Grazie ai grandi processi scientifici e tecnologici del nostro tempo, possiamo oggi studiare la vita a livelli molecolari e integrare mente, anima e corpo concependola come un’unica entità in evoluzione e intuendo un ordine misterioso nell’esistenza.
È in questo nuovo contesto che proprio a Sansepolcro si è cercato di rapportare i misteri del Creato al concetto delle “proporzioni divine” del pensiero rinascimentale. Si tratta di un tentativo che ci insegna che l’interconnessione fra l’egoismo dell’“uno” (il singolo) e la realtà del tutto rappresenta la sola regola valida per tutto il vivente, dove il perfetto equilibrio non si può raggiungere con l’artificialità del riduzionismo, ma solo tenendo conto della complessità di reciproci rapporti della nostra specie con il sistema Gaia.
“L’umanità potrà, se vorrà, trovare in natura i rimedi a tutti i suoi mali.”
Questa frase accoglie i visitatori di Aboca Museum sin dalla sua apertura nel 2002, ma avrebbe potuto essere incisa come epigrafe simbolica dalle origini del Progetto Aboca, nato alla fine del 1977.
Quasi cinquant’anni dopo, quelle parole non costituiscono più solo un’intuizione: sono un paradigma oggi verificabile e riconosciuto anche dalla scienza.
Per quanto possa sembrare un’idea solo teorica, l’umanità fa in realtà parte integrante di un esperimento evolutivo del mondo naturale nel suo complesso ed è chiamata a un ruolo preciso, ancora in larga misura misterioso.
In quasi cinquant’anni, la nostra comprensione delle piante medicinali è profondamente cambiata: da semplici composizioni chimiche sono diventate fitocomplessi, fino a percepirle oggi come un vero e proprio patrimonio evolutivo dell’umanità, fondamentale nell’interconnessione profonda tra i diversi regni del vivente, dai microrganismi alle piante, agli animali e ai minerali.
Valentino Mercati – Fondatore e Presidente Aboca
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Sansepolcro e il suo Genius Loci
Sansepolcro rende possibile la nascita di questa nuova area museale in un luogo dal forte valore simbolico: un contesto mistico
che include l’orto e il convento dei Francescani, con la cella di Luca Pacioli, di fronte alla casa natale di Piero della Francesca.
Uno spazio che si estende anche all’aperto, lungo i bastioni delle mura cinquecentesche, antico retaggio di una città un tempo
contesa dagli stati contigui per ricchezza e rilevanza culturale, che risalgono fino al XII secolo.
Tutto questo ha fatto, nel tempo, di Sansepolcro una delle città toscane più influenti nel contesto dell’età umanistica e rinascimentale.
Una delle principali risorse del suo territorio è rappresentata da sempre dalle coltivazioni variate che circondano la città, in particolare dalle piante medicinali e da quelle utilizzate per finalità economiche.
Ne è esempio l’ampio utilizzo del Guado (Isatis tinctoria), dal quale, tra il XII e il XVI secolo, si otteneva il prezioso colore blu, e successivamente, a partire dal Cinquecento, del tabacco.
Questa tradizione è stata oggi recuperata, studiata e potenziata attraverso le piante curative utilizzate da Aboca.
Sansepolcro e il suo genius loci.






