Le erbe medicinali sono una forza della natura creata per tutti i viventi



Una piccola porta, angusta e mimetizzata, separa la Cella dei Veleni dalla farmacia; simbolo del limite del consentito per i profani, protegge l’inaccessibilità dei luoghi nei quali segretamente si concretizza la sapienza del farmacista.

Prendete posto dietro al banco centrale, dove lo speziale scriveva e preparava i medicamenti servendosi del pratico appoggio estraibile in legno.

Le tre pareti che vi circondano sono quelle di un’autentica farmacia ottocentesca, ricostruiti con mobili e arredi in legno di pino.

All’interno del mobile, i medicamenti sono accuratamente riposti nei recipienti da farmacia d’epoca: un susseguirsi cromatico di scatole, contenitori, ceramiche e recipienti. In alto si stagliano il coccodrillo imbalsamato e il carapace di tartaruga, che simboleggiano rispettivamente la fertilità vegetale e la compassione degli animali verso l’uomo.

Due frasi poste in alto congedano il visitatore, con chiare intenzioni: un invito a riflettere sul futuro dell’uomo e la necessità di un impegno di ricerca e di studio nell’ambito della botanica medica.



Nella farmacia, tra la sala per il pubblico ed il laboratorio, vi è sempre una porta, spesso piccola e angusta, a volte artisticamente mimetizzata tra gli scaffali dei medicinali.

Essa simbolizza per i profani il limite del consentito, protegge l’inaccessibilità dei luoghi, investiti da un’aurea di mistero e di straordinario, nei quali segretamente si concretizza la sapienza del farmacista.

Nelle corporazioni professionali o accademiche, una porta separa sempre lo spazio ordinario da quello speciale, riservato agli affiliati. In questi casi la porta è angusta, in modo da ricordare la difficoltà di raggiungere le conoscenze. Oltre la porta i luoghi sono esclusivi, accessibili al solo sapiente: lì la scienza - e le scienze - affermano il proprio dominio.

Le spoglie di un coccodrillo e di una tartaruga sono spesso presenti nelle antiche farmacie.

A livello simbolico il coccodrillo è connesso con l’acqua e la vegetazione lussureggiante: in sintesi con la fertilità vegetale. In Egitto era considerato signore dei misteri della vita e della morte. Nella mitologia dei Maya dalla testa del coccodrillo scaturiscono le piante utili all’uomo. Efficace per numerose infermità è ricordato in un papiro egiziano del 1600 a.C. un altro papiro del 1200 a.C tramanda un rituale magico-terapeutico per il mal di testa: un coccodrillo fittile con delle erbe salutari in bocca è legato sulla testa del malato. Nell’antichità ai medicamenti derivati dal coccodrillo erano accreditate anche proprietà afrodisiache. Questa credenza sopravvive ancora in Egitto.

L’uso terapeutico del carapace di tartaruga è attestato in Cina fin dal III secolo a.C. e continua tutt’ora. Nei più antichi libri cinesi di medicina la corazza di tartaruga è una basilare materia prima di origine animale –insieme alle corna di cervo. Secondo la tradizione taoista la gelatina che se ne trae riequilibra i principi vitali Yin e Yang dell’organismo. Le proprietà curative del carapace, infine, simbolizzano la compassione degli animali per la salute umana.